- Home
- B1 Cittadinanza
- Produzione scritta
Produzione scritta: tracce, testo modello e lista di controllo
La terza delle quattro prove dell'esame CILS B1 Cittadinanza. Dura circa 40 minuti e vale fino a 12 punti, come tutte le altre. Non si può correggere da un computer: qui trovi le tracce, i modelli e il modo di correggerti da solo.
Quasi tutti i siti di preparazione al B1 hanno solo quiz a risposta multipla, perché uno scritto non si corregge in automatico. Il risultato è che si arriva all'esame senza aver mai scritto niente — e la produzione scritta vale un quarto del voto.
Come funziona la prova
Ti danno una o due tracce brevi. Ti chiedono di scrivere un testo di lunghezza indicata (di solito fra 60 e 120 parole), su un argomento di vita quotidiana. Non serve inventare una storia: serve scrivere in modo chiaro e corretto.
I generi che tornano sempre sono tre: una lettera o mail informale a un amico, un messaggio o mail formale a un ufficio o a un negozio, e un racconto breve di un'esperienza personale.
Chi corregge guarda quattro cose: se hai fatto quello che la traccia chiedeva, se il testo si capisce, se la grammatica regge, e se le parole sono adatte. Non guarda se sei creativo.
Tre tracce come quelle d'esame
Traccia 1 — mail informale
Un amico ti ha invitato al suo matrimonio, ma quel giorno lavori e non puoi andare. Scrivigli una mail: ringrazialo, spiega perché non puoi venire, proponi di vedervi in un altro momento. Scrivi da 60 a 100 parole.
Traccia 2 — mail formale
Hai comprato un elettrodomestico online e ti è arrivato rotto. Scrivi una mail al negozio: spiega il problema, dì quando l'hai comprato, chiedi la sostituzione o il rimborso. Scrivi da 80 a 120 parole.
Traccia 3 — racconto
Racconta il tuo primo giorno in Italia: dove sei arrivato, chi hai incontrato, come ti sei sentito. Scrivi da 80 a 120 parole.
Testo modello — traccia 1
Caro Paolo,
grazie mille per l'invito al tuo matrimonio: mi ha fatto davvero piacere.
Purtroppo devo dirti che non potrò venire. Quel sabato lavoro e non posso prendere il giorno libero, perché in negozio siamo in pochi e d'estate c'è sempre tanta gente. Mi dispiace molto, perché avrei voluto esserci.
Vorrei però festeggiare con voi in un altro momento. Che ne dite se vi invito a cena da me quando tornate dal viaggio? Fatemi sapere quando siete liberi.
Ancora tanti auguri a te e a Giulia.
Un abbraccio,
Karim
Perché funziona: 95 parole, dentro il limite. Fa tutte e tre le cose chieste dalla traccia, in ordine: ringrazia, spiega, propone. Usa il tu perché è un amico. Le frasi sono corte. Non c'è niente di complicato — e infatti va bene così.
Testo modello — traccia 2
Spett.le Elettrocasa,
scrivo perché ho un problema con un ordine.
Il 3 marzo ho comprato sul vostro sito un forno a microonde (ordine n. 45892). Il pacco è arrivato il 10 marzo, ma il forno è rotto: lo sportello non si chiude e c'è un pezzo di plastica staccato dentro la scatola.
Vi chiedo di sostituire il prodotto. Se non fosse possibile, chiedo il rimborso di quanto ho pagato.
Allego le foto e la ricevuta dell'ordine. Resto in attesa di una vostra risposta.
Cordiali saluti,
Amina Diallo
Perché funziona: 92 parole. Usa il voi formale. Dà i dati precisi (data, numero d'ordine) che una mail di reclamo deve avere. Chiede una cosa sola e chiara, con un'alternativa. Chiude con una formula standard.
Le formule che ti servono a memoria
Non devi inventare: nelle lettere italiane si usano sempre le stesse. Impararne sei ti fa risparmiare dieci minuti d'esame.
| Informale (amico) | Formale (ufficio, negozio) | |
|---|---|---|
| Apertura | Caro Marco, / Ciao Anna, | Gentile Dottoressa, / Spett.le Ditta, |
| Inizio | Come stai? / Ti scrivo per... | Le scrivo per... / Con la presente... |
| Chiusura | Un abbraccio / A presto / Baci | Cordiali saluti / Distinti saluti |
La regola più importante: non mescolare. Se apri con «Gentile Dottoressa» non puoi chiudere con «un abbraccio». È l'errore che salta subito all'occhio di chi corregge.
Lista di controllo: correggiti da solo
Scrivi il testo, poi lascialo per dieci minuti e rileggilo con questa lista in mano. Sono le stesse cose che guarda chi corregge.
- Ho fatto tutte le cose che la traccia chiedeva? Se ne chiedeva tre e ne hai fatte due, perdi punti anche se l'italiano è perfetto.
- Sono dentro il numero di parole? Contale davvero.
- Ho usato sempre lo stesso registro: tu con tutti o Lei con tutti?
- Ogni verbo ha il soggetto giusto? (io sono andato, lei è andata)
- Gli aggettivi concordano? (una casa bella, non bello)
- Articoli e preposizioni: al, dal, nel, sul sono giusti?
- Ho messo l'apostrofo dove serve? (l'ora, un'amica, c'è)
- Ho scritto ho, hai, ha, hanno con l'acca?
- Ho usato almeno un connettivo? (però, perché, quindi, invece)
- Le frasi sono corte? Se una frase ha più di due virgole, spezzala.
Gli errori che costano di più
Non rispondere alla traccia. Il più grave e il più frequente. La traccia chiede tre cose; tu ne scrivi due e aggiungi un bel paragrafo che non c'entra. Perdi punti sul primo criterio, quello che pesa di più.
Scrivere troppo. Se chiedono 100 parole e ne scrivi 200, non prendi il doppio: aumenti solo le occasioni di sbagliare. Sta' dentro il limite.
Mescolare tu e Lei. Comincia con «Le scrivo» e tre righe dopo arriva un «fammi sapere». Chi corregge lo nota sempre.
Provare a essere elegante. Congiuntivi complicati, parole rare copiate dal dizionario, frasi lunghissime. Il B1 non chiede eleganza: chiede chiarezza. Una frase semplice e giusta vale più di una difficile e sbagliata.
Non rileggere. Tieni cinque minuti per la rilettura. Ci trovi sempre due o tre errori, e sono punti regalati.
Come allenarsi senza un insegnante
Scrivi un testo alla settimana, di 100 parole, su una delle tracce qui sopra. Poi correggilo con la lista. Poi — questo è il passaggio che quasi nessuno fa — riscrivilo pulito.
Dopo due mesi avrai otto testi. Rileggi il primo e l'ultimo: la differenza si vede a occhio nudo, e vale più di qualsiasi punteggio.
Se hai qualcuno che parla italiano — un collega, un vicino, un volontario del CPIA — chiedigli di leggere un tuo testo ogni tanto. Non serve che sia un professore: serve che ti dica «questa frase non si capisce».
Le tracce e i testi modello di questa pagina sono scritti da noi. Non sono prove ufficiali e non hanno valore legale. Le prove vere sono preparate dagli enti certificatori.