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Come funziona l'esame B1 per la cittadinanza italiana
Struttura, durata, punteggio e costo dell'esame CILS B1 Cittadinanza: le quattro parti, la soglia dei 7 punti e cosa succede se non passi.
Aggiornato al 16 luglio 2026
Perché serve il B1
Dal dicembre 2018 chi chiede la cittadinanza italiana per residenza o per matrimonio deve dimostrare di conoscere l'italiano almeno al livello B1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento. La regola è stata introdotta dal decreto legge 113/2018, convertito nella legge 132/2018.
Prima non serviva niente. Adesso senza il B1 la domanda non parte proprio: l'attestato è uno dei documenti obbligatori da allegare.
Chi NON deve fare l'esame
Non serve l'esame se hai già:
- un titolo di studio italiano (licenza media, diploma, laurea presa in Italia);
- una certificazione di italiano di livello B1 o superiore rilasciata da un ente certificatore riconosciuto;
- il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, oppure hai firmato l'accordo di integrazione: in questi casi molte Prefetture non chiedono l'attestato B1. Questo punto varia: verifica con la tua Prefettura.
Nel 2025 la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 25/2025, ha stabilito che chi ha gravi limitazioni psicofisiche documentate non può essere escluso dalla cittadinanza per il requisito linguistico. È una novità importante e recente: se rientri in questa situazione, parlane con un avvocato o un patronato prima di rinunciare.
Quale esame scegliere
Il più usato è la CILS B1 Cittadinanza dell'Università per Stranieri di Siena, pensata apposta per questo scopo: costa meno ed è più corta della CILS B1 completa.
Ma attenzione, ed è la cosa che fa sbagliare più persone: la CILS B1 Cittadinanza vale solo per la cittadinanza. Non la puoi usare per l'università, per un concorso o per il lavoro. Se pensi che un domani ti servirà anche per altro, valuta la CILS B1 normale, il CELI 2, il PLIDA B1 o il CERT.it B1: costano di più ma valgono per sempre e per tutto.
Ne parliamo in dettaglio nella guida al confronto fra le certificazioni.
Le quattro parti dell'esame
L'esame CILS B1 Cittadinanza è composto da quattro parti. È il punto che quasi nessun sito spiega bene: molti si preparano solo sui quiz e scoprono all'esame che devono anche scrivere e parlare.
| Parte | Durata | Che cosa devi fare |
|---|---|---|
| Ascolto | circa 30 min | Due prove: senti dei testi e rispondi |
| Lettura + strutture | circa 40 min | Un blocco unico: due prove di comprensione e la grammatica insieme |
| Produzione scritta | circa 40 min | Scrivere uno o due testi brevi (mail, lettera, racconto) |
| Produzione orale | pochi minuti | Un colloquio con l'esaminatore |
Nota importante: lettura e grammatica non sono separate. Arrivano nello stesso blocco. Vuol dire che il tempo che perdi su un testo lo togli alla grammatica.
Il punteggio: il numero che conta non è quello che pensi
Ogni parte vale al massimo 12 punti. Il totale massimo è quindi 48. La sufficienza per ogni parte è 7, e il minimo totale è 28.
Ma il numero che decide il tuo esame non è 28: è 7 in ognuna delle quattro parti. Non puoi compensare. Se fai 12 in lettura e 6 nell'ascolto, hai 30 punti totali — sopra il 28 — ma non passi lo stesso.
Questo cambia il modo di prepararsi. La tentazione è ripassare quello in cui si è già bravi, perché dà soddisfazione. Ma il punteggio premia la parte più debole: è lì che devi lavorare.
Se non passi una parte: la capitalizzazione
Qui dobbiamo essere onesti con te: le fonti pubbliche si contraddicono.
La capitalizzazione è la possibilità di rifare solo la parte insufficiente entro 18 mesi, invece di ripetere tutto l'esame. Per diversi esami CILS esiste. Per la B1 Cittadinanza alcune sedi scrivono che non è ammessa e che bisogna rifare tutto; altre dicono di sì.
Non ce lo inventiamo e non scegliamo la versione più comoda: chiedilo alla tua sede d'esame o direttamente all'Università per Stranieri di Siena prima di iscriverti. È un'informazione che cambia il modo in cui ti prepari e quanto rischi di spendere.
Quanto costa e come ci si iscrive
La CILS B1 Cittadinanza costa intorno ai 100 euro, ma il prezzo può variare dalla sede. Le sessioni sono poche all'anno e le iscrizioni chiudono con circa due mesi di anticipo: se perdi la finestra, aspetti la sessione dopo.
Le sedi d'esame sono scuole, università e centri riconosciuti sparsi in tutta Italia. Cerca la più vicina sul sito dell'ente che hai scelto e prenota appena aprono le iscrizioni: le sedi piccole si riempiono.
Il giorno dell'esame
Porta un documento di identità valido, non scaduto: senza, non entri. Arriva presto, perché prima si fa l'identificazione e si firma il registro. Chi arriva tardi rischia di restare fuori.
Serve una penna nera o blu. Il cellulare va spento e messo dove ti dicono. Non puoi tenere fogli, libri o appunti.
La giornata comincia con l'ascolto, poi lettura e strutture, poi la produzione scritta. La prova orale è spesso in un momento a parte, anche in un altro giorno.
Dopo l'esame
I risultati arrivano dopo alcune settimane, e il certificato originale può richiedere diversi mesi. Nel frattempo molte sedi rilasciano un attestato provvisorio che di solito basta per la domanda di cittadinanza.
Il certificato è valido per sempre e non scade: si fa una volta sola nella vita.
Come prepararsi qui
Le prove per abilità: ascolto, lettura, strutture, lessico. E le due parti che quasi nessuno allena: produzione scritta e produzione orale.
Quando ti senti pronto, fai la simulazione completa a tempo.
Domande frequenti
Il certificato B1 scade?
No. Una volta preso, resta valido per sempre. Non c'è nessun rinnovo e nessuno può chiederti di rifarlo. Diffida di chi ti dice il contrario.
Posso fare l'esame se non ho il permesso di soggiorno?
Per iscriverti a un esame di certificazione non serve un titolo di studio né una posizione particolare: gli enti chiedono un documento di identità. La questione del permesso riguarda la domanda di cittadinanza, non l'esame di lingua.
Quante volte posso ripetere l'esame?
Quante vuoi, pagando ogni volta l'iscrizione. Non c'è un limite come nel test A2 della Prefettura, che invece ti obbliga ad aspettare 90 giorni.
Serve anche per la cittadinanza per matrimonio?
Sì. La legge 132/2018 vale sia per la cittadinanza per residenza sia per quella per matrimonio. Prima del 2018 per il matrimonio non serviva niente: è la novità che ha sorpreso più persone.
L'attestato provvisorio basta per la domanda?
Di solito sì, ma dipende dalla Prefettura. Il certificato originale può richiedere mesi: se hai fretta, chiedi alla tua Prefettura se accettano l'attestato provvisorio della sede d'esame.
Fonti: D.L. 113/2018 convertito in L. 132/2018; Università per Stranieri di Siena; Corte Costituzionale sentenza n. 25/2025. Queste sono informazioni generali, non consulenza legale. Le regole cambiano: verifica su interno.gov.it e sul sito dell'ente d'esame, o chiedi a un patronato.