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Glossario

Le parole del cibo e della spesa

Etto, scadenza, offerta, scontrino, sfuso, halal: le parole del mercato e del supermercato in Italia, con esempi d'uso.

Aggiornato al 16 luglio 2026

Il mercato e il supermercato sono la situazione più usata nei dialoghi d'esame, soprattutto all'A2: sono pieni di numeri, prezzi e quantità.

Ma soprattutto sono la vita di tutti i giorni. Le parole qui sotto sono quelle che senti al banco e che leggi sulle etichette.

Le parole, una per una

Etto

Cento grammi. Gli italiani comprano quasi tutto a etti.

«Vorrei due etti di prosciutto.»

Chilo

Mille grammi. Si dice anche chilogrammo, ma nessuno lo dice.

«Mezzo chilo di pomodori, per favore.»

Mezzo chilo

Cinquecento grammi.

«Mi dia mezzo chilo di pane.»

Sfuso

Non confezionato: lo prendi tu dalla cassetta e lo pesi.

«La frutta sfusa costa meno di quella confezionata.»

Confezionato

Già dentro una scatola o una busta, con il prezzo scritto.

«Preferisco il formaggio sfuso a quello confezionato.»

Banco

Il posto dove c'è il commesso che ti serve: salumi, pesce, carne.

«Al banco dei salumi c'era la fila.»

Da consumarsi entro

La data dopo cui il cibo può fare male. Vale per carne, pesce e latte fresco: quella data si rispetta.

«Sul latte c'è scritto 'da consumarsi entro il 20'.»

Da consumarsi preferibilmente entro

Dopo quella data il cibo perde qualità ma spesso si può ancora mangiare. È diverso da 'da consumarsi entro'.

«Sui biscotti c'è scritto 'da consumarsi preferibilmente entro'.»

Offerta

Quando una cosa costa meno per un periodo.

«L'olio è in offerta questa settimana.»

Sconto

La riduzione del prezzo.

«C'è il 30% di sconto sulla pasta.»

Tre per due

Ne compri tre e ne paghi due.

«Lo yogurt è tre per due.»

Scontrino

Il foglio che ricevi alla cassa. Serve per cambiare o rendere una cosa.

«Conservi lo scontrino per il reso.»

Cassa

Il posto dove si paga.

«Alla cassa numero 3 c'è meno fila.»

Carrello

Il carrettino con le ruote per la spesa.

«Per il carrello serve una moneta da un euro.»

Tessera fedeltà

La carta del supermercato che ti dà sconti e punti. È gratis.

«Ha la tessera fedeltà? È gratis, si fa in due minuti.»

Reparto

La zona del supermercato: frutta, carne, surgelati.

«Il pane è nel reparto in fondo a destra.»

Surgelato

Congelato e venduto congelato.

«Ho comprato del pesce surgelato.»

Fresco

Non congelato e non conservato a lungo.

«Il latte fresco dura pochi giorni.»

A lunga conservazione

Che dura mesi senza frigorifero, finché è chiuso.

«Il latte a lunga conservazione si tiene nell'armadio.»

Halal

Cibo permesso secondo le regole islamiche. In Italia ci sono macellerie halal in quasi tutte le città.

«Compro la carne alla macelleria halal.»

Ingredienti

Che cosa c'è dentro. È scritto sulla confezione, in ordine di quantità.

«Leggo sempre gli ingredienti prima di comprare.»

Resto

I soldi che ti tornano indietro se paghi con più di quello che costa.

«Ecco dieci euro. — Grazie, e quattro di resto.»

Scaffale

Il ripiano del supermercato dove ci sono i prodotti.

«La pasta è sullo scaffale in fondo.»

Prodotto in offerta speciale

Una cosa che costa meno solo per pochi giorni.

«Il caffè è in offerta speciale fino a domenica.»

Bilancia

La macchina per pesare la frutta e la verdura. In molti supermercati devi pesare tu e attaccare l'etichetta.

«Pesa la frutta alla bilancia prima di andare alla cassa.»

Al banco o a self-service

Al banco ti serve il commesso; a self-service prendi e pesi da solo.

«Il pane si prende a self-service, i salumi al banco.»

L'etto: la misura che devi imparare subito

In Italia al banco non si compra a grammi: si compra a etti. Un etto sono cento grammi. «Due etti di prosciutto» sono duecento grammi.

Se chiedi «duecento grammi» ti capiscono lo stesso, ma nessun italiano parla così. E i dialoghi d'esame usano etti e mezzi chili, non grammi. Se non conosci la parola, perdi la domanda anche sapendo perfettamente l'italiano.

Le due scadenze non sono la stessa cosa

«Da consumarsi entro»: dopo quella data il cibo può fare male. Vale per carne, pesce, latte fresco. Quella data si rispetta.

«Da consumarsi preferibilmente entro»: dopo quella data il cibo perde qualità — magari i biscotti non sono più croccanti — ma di solito si può ancora mangiare. Vale per pasta, riso, biscotti, scatolame.

È una distinzione che fa buttare via cibo buono a tante famiglie. La differenza è tutta in quella parola: preferibilmente.

Lo scontrino serve, tienilo

Senza scontrino non puoi cambiare né rendere niente. Nessun negozio ti prende indietro una cosa senza la prova che l'hai comprata lì.

Per le cose che durano — elettrodomestici, scarpe, telefoni — lo scontrino è anche la garanzia: in Italia sono due anni per legge. Mettili tutti in una busta in un cassetto: il giorno che la lavatrice si rompe dopo un anno, quel foglietto vale trecento euro.