Vai al contenuto
Glossario

Le parole dei documenti

Residenza, domicilio, codice fiscale, autocertificazione, marca da bollo: il vocabolario dei documenti italiani spiegato con esempi.

Aggiornato al 16 luglio 2026

In Italia i documenti sono tanti e si assomigliano. Alcuni li fa il Comune, altri lo Stato, altri ancora la Questura. Sapere quale serve per cosa fa risparmiare giornate intere di file.

Queste parole tornano in ogni pratica: permesso, cittadinanza, casa, lavoro, scuola dei figli. E tornano anche nei testi d'esame, perché gli enti certificatori prendono i loro brani proprio da questo mondo.

Le parole, una per una

Residenza

L'indirizzo ufficiale dove abiti, registrato all'anagrafe del Comune. È quello che conta per la legge.

«Ho cambiato residenza: adesso abito ad Alessandria.»

Domicilio

Il posto dove ricevi la posta. Può essere diverso dalla residenza.

«La mia residenza è a Torino ma il domicilio è a Milano per lavoro.»

Anagrafe

L'ufficio del Comune che tiene i registri delle persone: nascite, residenze, matrimoni.

«Sono andato all'anagrafe per il certificato di residenza.»

Codice fiscale

Il codice di 16 caratteri che identifica ogni persona in Italia. Serve per tutto: lavoro, medico, banca, affitto.

«Mi serve il codice fiscale per aprire il conto in banca.»

Tessera sanitaria

La carta verde con il codice fiscale. Serve per il medico, gli esami e la farmacia. Ha una scadenza.

«La mia tessera sanitaria scade a dicembre.»

Carta d'identità

Il documento con la foto che dice chi sei. Ora è elettronica (CIE) e si usa anche per entrare nei siti pubblici.

«Ho rinnovato la carta d'identità in Comune.»

SPID

L'identità digitale per entrare nei siti della pubblica amministrazione. È gratis in alcuni casi.

«Con lo SPID ho fatto la domanda per il test A2 da casa.»

Certificato

Un foglio che l'ufficio ti dà per dimostrare una cosa: che abiti lì, che sei sposato, che hai un figlio.

«Ho chiesto il certificato di stato di famiglia.»

Stato di famiglia

Il certificato che dice chi abita con te nella stessa casa.

«Per la domanda serve lo stato di famiglia aggiornato.»

Autocertificazione

Un foglio dove scrivi tu stesso una cosa vera su di te, firmandolo. Vale come un certificato negli uffici pubblici italiani.

«Invece del certificato ho fatto un'autocertificazione di residenza.»

Marca da bollo

Il francobollo speciale, di solito da 16 euro, che si attacca su molte domande. Si compra dal tabaccaio.

«Serve una marca da bollo da 16 euro sulla domanda.»

Scadenza

Il giorno in cui un documento smette di valere. La trovi su tutto: permesso, carta d'identità, bollette.

«Controlla sempre la scadenza del permesso.»

Scaduto

Un documento che ha passato la data di scadenza. Non si dice 'finito'.

«Il mio passaporto è scaduto il mese scorso.»

In corso di validità

Un documento non scaduto. È la formula che leggi sui moduli.

«Portare un documento di identità in corso di validità.»

Traduzione giurata

La traduzione di un documento straniero fatta da un traduttore che firma in Tribunale. Costa e ci vuole tempo.

«Per la cittadinanza serve la traduzione giurata del certificato di nascita.»

Legalizzazione

Il timbro che rende valido in Italia un documento fatto all'estero.

«Il certificato deve avere la legalizzazione del consolato.»

Apostille

Un timbro speciale che sostituisce la legalizzazione fra i Paesi che hanno firmato un accordo.

«Il mio Paese usa l'apostille, quindi non serve il consolato.»

Decorrenza

Da quando una cosa comincia a valere.

«La decorrenza della residenza è dal 1° marzo.»

Passaporto

Il documento del tuo Paese per viaggiare. Serve valido per quasi tutte le pratiche di permesso.

«Il permesso non si rinnova se il passaporto è scaduto.»

Visto

Il permesso di entrare in Italia, dato dal consolato prima della partenza.

«Sono entrato con un visto per lavoro subordinato.»

Copia conforme

Una fotocopia con il timbro del Comune che dice che è uguale all'originale.

«Mi hanno chiesto la copia conforme del diploma.»

Estratto di nascita

Il certificato completo della nascita, con i nomi dei genitori. Per la cittadinanza serve questo, non il certificato semplice.

«Per la cittadinanza serve l'estratto di nascita tradotto e legalizzato.»

Residenza e domicilio: la coppia che blocca le pratiche

È la confusione più costosa di tutte. La residenza è dove abiti ufficialmente, scritta all'anagrafe. Il domicilio è dove ricevi la posta.

Per il permesso di soggiorno, per la cittadinanza e per il ricongiungimento conta la residenza. Se sul modulo scrivi l'indirizzo dove stai davvero ma la tua residenza è ancora quella vecchia, la pratica si ferma — e la lettera di convocazione arriva a un indirizzo dove non abiti più.

Prima di qualsiasi domanda importante, controlla che la residenza sia aggiornata. È la verifica che fa risparmiare più tempo di tutte.

L'autocertificazione: usala, è un tuo diritto

Negli uffici pubblici italiani, al posto di quasi tutti i certificati puoi scrivere e firmare tu un foglio che dice la stessa cosa. Si chiama autocertificazione ed è gratis: niente fila, niente marca da bollo.

Vale solo negli uffici pubblici e nei servizi pubblici. Le banche e i privati possono chiedere il certificato vero. Se un ufficio pubblico ti chiede un certificato che potresti autocertificare, puoi farlo notare: la legge sta dalla tua parte.