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Le parole del lavoro
Busta paga, contratto, lordo e netto, ferie, tredicesima, licenziamento: il vocabolario del lavoro in Italia con esempi d'uso.
Aggiornato al 16 luglio 2026
Il lavoro in Italia ha un vocabolario preciso, e non conoscerlo costa soldi veri. Sapere la differenza fra lordo e netto, fra determinato e indeterminato, fra dimissioni e licenziamento cambia quello che firmi.
Sono anche parole che tornano spesso nei testi d'esame, perché gli annunci di lavoro sono uno dei generi preferiti dagli enti certificatori.
Le parole, una per una
Busta paga
Il foglio che ricevi ogni mese: dice quanto hai guadagnato, quante ore hai fatto, quante tasse hai pagato.
«Sulla busta paga vedo le ore di straordinario.»
Lordo
Lo stipendio prima delle tasse. È il numero grande.
«Il contratto dice 1.800 euro lordi al mese.»
Netto
Quello che ti arriva davvero in banca. È il numero che conta.
«Il netto è circa 1.400 euro.»
Trattenute
I soldi che tolgono dallo stipendio per tasse e contributi.
«Le trattenute sono circa il 25% del lordo.»
Contributi
I soldi che vanno all'INPS per la tua pensione futura.
«Il datore di lavoro versa i contributi ogni mese.»
INPS
L'ente che gestisce le pensioni e alcuni aiuti economici.
«Ho chiesto la disoccupazione all'INPS.»
Contratto a tempo determinato
Con una data di fine scritta.
«Ho un contratto a tempo determinato fino a settembre.»
Contratto a tempo indeterminato
Senza data di fine. È quello che serve per il mutuo e che aiuta per l'affitto.
«Dopo due anni mi hanno fatto il tempo indeterminato.»
Periodo di prova
I primi mesi in cui sia tu sia l'azienda potete fermarvi senza preavviso.
«Il periodo di prova è di tre mesi.»
Ferie
I giorni di vacanza pagati. In Italia sono di solito quattro settimane l'anno.
«Ho ancora dieci giorni di ferie da fare.»
Permesso
Qualche ora libera dal lavoro, pagata. Attenzione: è una parola diversa dal permesso di soggiorno.
«Ho chiesto due ore di permesso per la visita medica.»
Malattia
Quando non lavori perché stai male. Serve il certificato del medico.
«Sono in malattia da tre giorni.»
Tredicesima
Uno stipendio in più che arriva a dicembre.
«Con la tredicesima ho pagato le bollette.»
Straordinario
Le ore lavorate oltre l'orario normale. Si pagano di più.
«Ho fatto dieci ore di straordinario questo mese.»
Dimissioni
Quando sei tu a lasciare il lavoro. Si fanno online sul sito del Ministero.
«Ho dato le dimissioni con un mese di preavviso.»
Licenziamento
Quando è l'azienda a mandarti via.
«Dopo il licenziamento ho chiesto la NASpI.»
NASpI
L'aiuto economico dell'INPS per chi perde il lavoro senza colpa sua.
«La NASpI mi arriva per dodici mesi.»
CCNL
Il contratto collettivo nazionale: le regole del tuo settore. Dice il minimo di stipendio, le ore, le ferie.
«Il mio CCNL è quello del commercio.»
Sindacato
L'organizzazione che difende i lavoratori. Ti legge la busta paga e ti aiuta gratis o quasi.
«Sono andato al sindacato perché non mi pagavano gli straordinari.»
Preavviso
Il tempo che devi dare prima di lasciare il lavoro. È scritto nel contratto.
«Il mio preavviso è di un mese.»
Part-time
Lavorare meno ore del tempo pieno. Lo stipendio scende in proporzione.
«Ho un part-time di venti ore a settimana.»
Quattordicesima
Un altro stipendio in più, a giugno. Non tutti i contratti ce l'hanno.
«Il mio contratto prevede anche la quattordicesima.»
Visita medica del lavoro
Il controllo che l'azienda deve farti fare prima di iniziare certi lavori. È gratis per te.
«Prima di cominciare ho fatto la visita medica del lavoro.»
Sicurezza sul lavoro
Le regole e i corsi obbligatori per non farsi male lavorando. Li paga l'azienda.
«Ho fatto il corso di sicurezza sul lavoro di quattro ore.»
Lordo e netto: guarda sempre il secondo
Quando ti offrono un lavoro e ti dicono un numero, chiedi sempre: «lordo o netto?». La differenza è di circa il 25-30%. Un «1.800 euro» che sembra buono diventa 1.400 in banca.
Non è una fregatura: è come funziona in Italia, e quelle trattenute vanno alle tue tasse e alla tua pensione. Ma devi sapere quale numero ti stanno dicendo prima di firmare.
La busta paga è il documento che ti chiederanno di più
Ti serve per affittare casa, per il mutuo, per il rinnovo del permesso di soggiorno, per la cittadinanza, per il ricongiungimento familiare. Conservale tutte: le ultime tre buste paga sono la richiesta standard di quasi tutti gli uffici.
E controllale. Le ore sbagliate, gli straordinari non pagati e i contributi non versati si vedono lì. Se qualcosa non torna, un sindacato o un patronato te la leggono gratis.
Il lavoro in nero costa a te
Lavorare senza contratto sembra conveniente perché prendi tutto subito. Ma senza contratto non hai busta paga, e senza busta paga non rinnovi il permesso, non affitti casa, non chiedi la cittadinanza. Non hai contributi, quindi non avrai pensione. Non hai la malattia pagata, non hai le ferie, non hai la NASpI se ti mandano via.
Non è un discorso morale: è aritmetica. Il nero costa più di quanto rende.