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Glossario

Le parole della Questura e della Prefettura

Permesso, ricevuta, convocazione, kit postale, sportello unico: le parole degli uffici dell'immigrazione, spiegate semplici con un esempio ciascuna.

Aggiornato al 16 luglio 2026

La Questura e la Prefettura sono i due uffici che decidono i tuoi documenti, e parlano una lingua tutta loro. Non è l'italiano del bar e non è quello dei libri: è una lingua fatta di parole fisse che tornano sempre uguali.

Sono anche le parole da cui i testi d'esame prendono spesso spunto, sia al B1 sia all'A2. Ma soprattutto sono quelle che ti servono davvero: capire male una di queste può costarti mesi.

Le parole, una per una

Questura

L'ufficio della Polizia di Stato che si occupa dei permessi di soggiorno. In ogni provincia ce n'è una.

«Devo andare in Questura per il rinnovo del permesso.»

Prefettura

L'ufficio del Governo in ogni provincia. Si occupa della cittadinanza, del test A2 e dei ricongiungimenti familiari.

«La Prefettura mi ha convocato per il test di italiano.»

Sportello unico per l'immigrazione

L'ufficio dentro la Prefettura che segue le pratiche di lavoro, di famiglia e il test di lingua.

«La domanda va allo sportello unico per l'immigrazione.»

Permesso di soggiorno

Il documento che ti permette di stare in Italia legalmente. Ha una data di scadenza e un motivo scritto sopra (lavoro, famiglia, studio).

«Il mio permesso di soggiorno è per motivi di lavoro.»

Permesso UE per soggiornanti di lungo periodo

Il permesso senza scadenza, per chi vive in Italia da almeno 5 anni. Prima si chiamava carta di soggiorno. Serve il livello A2 di italiano.

«Ho chiesto il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo.»

Rinnovo

Chiedere lo stesso documento per un nuovo periodo. Si fa prima della scadenza, non dopo.

«Il rinnovo si chiede almeno 60 giorni prima della scadenza.»

Kit postale

La busta gialla che si prende in posta per fare la domanda di permesso. Dentro ci sono i moduli da riempire.

«Ho ritirato il kit postale all'ufficio postale.»

Raccomandata

Una lettera che viene registrata: si sa quando parte e quando arriva. La domanda di permesso si manda così.

«Ho spedito la domanda con raccomandata il 3 marzo.»

Ricevuta

Il foglio che dimostra che hai fatto la domanda. Con la ricevuta sei regolare anche se il permesso vecchio è scaduto.

«Con la ricevuta posso lavorare e viaggiare verso il mio Paese.»

Convocazione

La lettera ufficiale che ti dice giorno, ora e posto dove devi presentarti. Non è un invito: se non vai, perdi il turno.

«Ho ricevuto la convocazione per il test A2 al CPIA.»

Fotosegnalamento

Quando in Questura ti prendono le impronte digitali e ti fanno la foto. Serve per il permesso elettronico.

«Mi hanno chiamato per il fotosegnalamento.»

Nulla osta

Il permesso scritto di un ufficio a fare qualcosa. Serve per far venire la famiglia dall'estero.

«Ho ottenuto il nulla osta per il ricongiungimento familiare.»

Ricongiungimento familiare

La procedura per far venire in Italia il marito, la moglie o i figli che stanno all'estero.

«Ho fatto domanda di ricongiungimento familiare per mia moglie.»

Diniego

Quando l'ufficio dice di no. È la parola burocratica per rifiuto.

«Contro il diniego si può fare ricorso entro 60 giorni.»

Ricorso

Chiedere a un giudice di rivedere una decisione dell'ufficio. Ha tempi stretti: serve un avvocato.

«Ho fatto ricorso al Tribunale contro il diniego.»

Istanza

Parola burocratica per domanda. La leggi su tutti i moduli.

«L'istanza deve essere presentata telematicamente.»

Telematicamente

Via internet. La usano tutti gli uffici pubblici italiani.

«La richiesta va inoltrata telematicamente sul portale.»

Patronato

Un ufficio che ti aiuta gratis con le pratiche di permesso, pensione e famiglia. Non è dello Stato ma è riconosciuto.

«Sono andato al patronato a farmi compilare la domanda.»

Permesso in attesa di occupazione

Il permesso per chi ha perso il lavoro e ne cerca un altro. Dura almeno un anno.

«Dopo il licenziamento ho chiesto il permesso in attesa di occupazione.»

Domanda di cittadinanza

La richiesta di diventare cittadino italiano. Si fa online sul sito del Ministero dell'Interno e serve il B1.

«Ho presentato la domanda di cittadinanza a maggio.»

Giuramento

L'ultimo passo della cittadinanza: vai in Comune e giuri fedeltà alla Repubblica. Da quel giorno sei italiano.

«Ho fatto il giuramento in Comune il mese scorso.»

Preavviso di rigetto

La lettera che ti avvisa che l'ufficio sta per dire di no. Hai 10 giorni per rispondere e portare altri documenti.

«Ho ricevuto un preavviso di rigetto: devo rispondere entro dieci giorni.»

Tre cose che vale la pena sapere

La ricevuta vale come il permesso. Se hai spedito la raccomandata e hai la ricevuta in mano, sei regolare anche se il permesso vecchio è scaduto. Puoi lavorare. Puoi tornare nel tuo Paese e rientrare, di solito con volo diretto. Tante persone non lo sanno e passano mesi con l'ansia per niente.

Il patronato è gratis. Compila i moduli, controlla i documenti, manda le domande. Molte pratiche si bloccano per un campo scritto male su un modulo: dieci minuti in patronato ti risparmiano tre mesi.

Le parole difficili sono poche. Istanza, telematicamente, nulla osta, diniego, decorrenza: sono cinque. Se le riconosci, capisci quasi tutti i fogli che ti arrivano.