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Guida

Dieci consigli concreti per prepararsi da soli

Come prepararsi all'esame di italiano senza spendere: cinque minuti al giorno, la posta che ricevi a casa, il CPIA e le cose che funzionano davvero.

Aggiornato al 16 luglio 2026

Si può passare l'esame preparandosi da soli. Tanti lo fanno. Serve un metodo, e serve sapere quali cose funzionano davvero e quali fanno solo perdere tempo.

Nessuno di questi consigli costa un euro.

1. Cinque minuti di ascolto al giorno, tutti i giorni

È il consiglio più importante di questa pagina. Telegiornale delle 13, radio in macchina, video sul telefono. Senza sottotitoli.

Cinque minuti ogni giorno battono un'ora una volta a settimana. Su questo non c'è discussione fra chi insegna lingue. All'inizio non capirai quasi niente: è normale. Dopo tre settimane capirai i numeri e i nomi. Dopo due mesi il senso.

2. Usa la posta che ti arriva a casa

Il materiale migliore per la comprensione scritta è gratis e ce l'hai già: gli avvisi del condominio, le lettere della scuola, le bollette, i volantini del Comune.

Sono esattamente il genere di testo dell'esame, scritti nella stessa lingua. Prendine uno a settimana e fatti tre domande: qual è l'informazione principale? C'è una scadenza? C'è una riga che dice un'eccezione?

3. Scrivi cento parole a settimana

Un testo, una volta a settimana, su una traccia vera. Poi correggilo con una lista di controllo. Poi — questo è il passaggio che quasi nessuno fa — riscrivilo pulito.

Dopo due mesi avrai otto testi. Rileggi il primo e l'ultimo: la differenza si vede a occhio nudo e vale più di qualsiasi punteggio.

4. Registrati mentre parli

Prendi il telefono, scegli una domanda («mi parli della sua giornata»), parla per un minuto. Poi riascoltati.

È sgradevole e funziona. Senti da solo dove ti fermi, dove ripeti sempre la stessa parola, dove la frase non finisce. Nessun insegnante te lo direbbe meglio di così.

5. Parla ad alta voce mentre fai altro

In macchina, mentre cucini, mentre cammini: racconta la tua giornata ad alta voce. Nessuno ti sente.

È l'allenamento più efficace che esista per l'orale e costa zero. Il problema di chi non parla non è la grammatica: è che la bocca non è abituata.

6. Vai al CPIA

Corsi di italiano gratuiti, spesso di sera, in ogni provincia. Ti danno la cosa che da solo ti manca: qualcuno che ti corregge.

E alla fine rilasciano un attestato riconosciuto: per il permesso UE, l'A2 del CPIA ti esonera dal test in Prefettura. Molte persone studiano da sole per mesi senza sapere che c'era un corso gratis a due chilometri.

7. Lavora sulla parte più debole, non su quella forte

Serve il 7 su 12 in ogni parte: non si compensa. Rifare i quiz in cui vai bene dà soddisfazione ma non sposta niente.

Fai una simulazione, guarda il punteggio più basso, e per una settimana lavora solo su quello. Poi rifai la simulazione.

8. Impara le parole della burocrazia, non quelle dei manuali

Nella comprensione il collo di bottiglia è il vocabolario, e le parole che servono non sono quelle dei corsi base. Sono residenza, scadenza, convocazione, disdire, millesimi, busta paga, allegare.

Sono qualche centinaio in tutto e si ripetono sempre. Il nostro glossario le raccoglie divise per situazione, con un esempio d'uso per ognuna.

9. Guarda il calendario prima di studiare

Ogni ente ha due o tre sessioni all'anno e le iscrizioni chiudono con circa due mesi di anticipo. Se non guardi le date, rischi di essere pronto a marzo per una sessione che era a gennaio.

Segna sul calendario del telefono la data di chiusura delle iscrizioni, non quella dell'esame.

10. Il giorno prima, non studiare

Grammatica nuova il giorno prima non entra e ti toglie il sonno. Rileggi gli errori che hai fatto nelle tue simulazioni: quelli sono tuoi, valgono più di un manuale.

E il giorno stesso: parla piano. Chi ha paura parla veloce, e veloce si sbaglia di più e ci si capisce di meno. Rallentare è la cosa più semplice che puoi fare per prendere più punti.

Una settimana tipo, se hai poco tempo

Se lavori e hai famiglia, non troverai mai due ore libere. Ma trenta minuti sparsi sì. Ecco come li spenderemmo:

Ogni giorno5 minuti di ascolto (radio, TG) — senza sottotitoli
Ogni giorno2 minuti a parlare ad alta voce mentre fai altro
Una volta a settimanaUn testo scritto di 100 parole, corretto e riscritto
Una volta a settimanaUn avviso o una lettera vera letta con attenzione
Ogni due settimaneUna simulazione completa a tempo, sul serio

Sono circa quaranta minuti a settimana di lavoro vero, più i cinque minuti al giorno di ascolto che si incastrano dentro cose che fai già. In due mesi è tantissimo.

La cosa che conta non è la quantità: è che l'ascolto sia quotidiano e che lo scritto sia corretto e riscritto. Tutto il resto è contorno.

Domande frequenti

Serve per forza un corso a pagamento?

No. Serve costanza e serve allenare tutte e quattro le abilità. Se puoi permetterti un corso, meglio — ma il CPIA è gratis e fa lo stesso lavoro.

Le app per imparare le lingue servono?

Aiutano per il vocabolario di base. Non allenano la comprensione di un avviso di condominio né la produzione scritta, che sono quello che l'esame chiede.

Quanto tempo prima devo iscrivermi?

Appena decidi. Le sedi piccole si riempiono e le iscrizioni chiudono presto. Iscriversi è anche un modo per darsi una scadenza vera.

Meglio studiare tanto una volta a settimana o poco ogni giorno?

Poco ogni giorno, senza dubbio. Vale soprattutto per l'ascolto, che è un allenamento dell'orecchio: non si recupera in una sessione lunga.

Consigli di metodo basati sui descrittori QCER e sulla struttura pubblica delle prove. Non sono informazioni ufficiali degli enti certificatori né consulenza legale.