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Esenzioni dal test A2: forse non devi farlo
Chi non deve fare il test di italiano in Prefettura per il permesso UE: certificazioni, diplomi, età, salute e la sentenza 25/2025.
Aggiornato al 16 luglio 2026
Molte persone fanno il test A2 senza doverlo fare. Se rientri in uno dei casi qui sotto, salti la domanda, l'attesa della convocazione e il rischio di dover aspettare 90 giorni in caso di bocciatura.
A cosa serve il test A2
Il test di conoscenza della lingua italiana serve per ottenere il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (quello che una volta si chiamava carta di soggiorno). Lo prevede l'articolo 9, comma 2-bis del D.Lgs. 286/98, e le modalità sono fissate dal decreto del Ministro dell'Interno del 4 giugno 2010, aggiornato dal decreto del 7 dicembre 2021.
Non serve per la cittadinanza: per quella serve il B1, che è un'altra cosa.
Chi è esonerato
1. Chi ha già una certificazione A2 o superiore
Se hai un attestato di livello A2 o più alto rilasciato da uno dei cinque enti certificatori riconosciuti, non fai il test: alleghi il certificato e basta.
Vale anche se il certificato è di livello superiore: un B1 o un B2 comprendono l'A2.
2. Chi ha un attestato del CPIA
Se hai frequentato un corso di italiano al CPIA e hai ottenuto un titolo che attesta almeno il livello A2, sei esonerato. Il corso è gratuito.
È la strada che consigliamo a chi ha tempo: impari davvero, non paghi niente, e alla fine salti il test.
3. Chi ha un titolo di studio italiano
Diploma di scuola secondaria di primo grado (licenza media) o di secondo grado conseguito in un istituto scolastico italiano. Vale anche il titolo preso al CPIA.
4. Chi studia in un'università italiana
Chi frequenta un corso di studi, un dottorato o un master presso un'università italiana è esonerato: servono i certificati di frequenza.
5. Chi ha meno di 14 anni
I minori di 14 anni non fanno il test.
6. Chi ha crediti dall'accordo di integrazione
Chi ha maturato la conoscenza dell'italiano al livello A2 nell'ambito dei crediti dell'accordo di integrazione (art. 4-bis del Testo Unico Immigrazione) è esonerato.
7. Chi è entrato per certi motivi di lavoro
Chi è entrato in Italia ai sensi dell'art. 27, comma 1, lettere a), c), d), q) del D.Lgs. 286/98: dirigenti e personale altamente specializzato, professori universitari, traduttori e interpreti, giornalisti corrispondenti accreditati.
8. Chi ha gravi problemi di salute
Chi ha una grave limitazione alla capacità di apprendimento linguistico dovuta all'età, a patologie o a handicap, certificata da una struttura sanitaria pubblica.
Nel 2025 la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 25/2025, è intervenuta sul requisito linguistico in favore delle persone con serie limitazioni psicofisiche. È una decisione recente e importante.
Se tu o un tuo familiare vi trovate in questa situazione, non date per scontato di non avere diritto: parlatene con un patronato o con un avvocato. Le cose sono cambiate.
Come si dimostra l'esenzione
Non c'è una domanda di esenzione da fare: si allega il documento alla richiesta del permesso UE. Certificazione, diploma, certificato di frequenza universitaria o certificazione sanitaria, a seconda del caso.
Il consiglio pratico è farlo controllare da un patronato prima di spedire: un documento allegato in modo sbagliato blocca la pratica per mesi, e il patronato è gratis.
Se non sei esonerato
Allora devi fare il test. Trovi tutto nella guida su come iscriversi al test A2, e puoi allenarti con le prove A2 di questo sito.
Ricorda: si passa con 80 punti su 100, e se non passi devi aspettare 90 giorni prima di rifare la domanda.
Se l'ufficio non ti riconosce l'esenzione
Succede, e non sempre perché hai torto. Gli sportelli non sono tutti aggiornati allo stesso modo, e su un punto in particolare — l'elenco degli enti certificatori — due fonti ufficiali dello Stato dicono cose diverse.
Se hai una certificazione Ce.Co.L. dell'Università per Stranieri di Reggio Calabria e te la contestano, il riferimento da citare è l'allegato A del D.M. Interno 7 dicembre 2021, che la include. La pagina della Polizia di Stato, invece, elenca solo quattro enti. Ne parliamo nella guida agli enti.
In generale: non discutere allo sportello, non serve. Chiedi che ti mettano per iscritto il motivo del rifiuto, poi vai a un patronato con quel foglio. Con la norma in mano la cosa si risolve quasi sempre in pochi giorni.
Un consiglio che vale mesi
Se non hai un'esenzione ma hai tempo davanti, la mossa migliore non è prenotare il test: è iscriverti a un corso gratuito al CPIA.
Alla fine hai l'attestato A2, che ti esonera. Non rischi i 90 giorni di attesa in caso di bocciatura, non paghi niente, e nel frattempo impari l'italiano davvero — che poi è il motivo per cui la legge chiede tutto questo.
Domande frequenti
Ho un certificato A2 di una scuola privata: vale?
Solo se quella scuola è una sede autorizzata di uno dei cinque enti riconosciuti, e il certificato è firmato dall'ente. Un attestato di frequenza di una scuola privata, da solo, non vale niente per questo scopo.
Ho un B1 preso per la cittadinanza: mi esonera dall'A2?
Sì. Un livello superiore comprende quello inferiore. Se hai già un B1 di un ente riconosciuto, non devi fare il test A2.
Ho la licenza media presa al CPIA da adulto: vale?
Sì, è un titolo di studio italiano a tutti gli effetti.
Sono in Italia da vent'anni e parlo bene: basta?
No, purtroppo. Non esiste un'esenzione per anzianità di residenza: serve un documento. È frustrante ma è così. Se parli bene davvero, il test o un A2 al CPIA ti costeranno poca fatica.
Sono analfabeta nella mia lingua: c'è qualcosa per me?
L'Associazione CLIQ ha definito procedure specifiche per i migranti analfabeti che si iscrivono agli esami ai fini del requisito linguistico. Chiedi al CPIA o a un patronato: non sei il primo e c'è un percorso.
Fonti: art. 9 comma 2-bis D.Lgs. 286/98; D.M. Interno 4 giugno 2010; D.M. Interno 7 dicembre 2021; Corte Costituzionale sentenza n. 25/2025. Informazioni generali, non consulenza legale. Le regole cambiano: verifica su interno.gov.it o chiedi a un patronato prima di agire.