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B1 Cittadinanza

Strutture e grammatica — prova 2

Periodo ipotetico, discorso indiretto e congiuntivo: dodici domande con spiegazione.

Seconda prova sulle strutture della comunicazione. Rispetto alla prima si alza il livello: qui entrano il discorso indiretto, il periodo ipotetico e i connettivi che vogliono il congiuntivo. Sono le strutture che separano un A2 solido da un B1 vero.

Dodici domande con la spiegazione di ogni errore. Se non hai ancora fatto la prova 1, comincia da lì: questa dà per acquisite le basi.

Il periodo ipotetico: tre tipi, tre livelli di realtà

Le frasi con se spaventano, ma in realtà sono tre schemi fissi da riconoscere.

Il primo è la realtà: se + presente → presente o futuro. «Se fa bel tempo, andiamo al mare.» È una cosa che può succedere davvero, e infatti si usa l'indicativo. Questo è il tipo più comune nel parlato di ogni giorno.

Il secondo è la possibilità: se + congiuntivo imperfetto → condizionale presente. «Se avessi tempo, verrei con te.» Non è impossibile, ma adesso non è così. Questo è il tipo che all'esame chiedono di più.

Il terzo è l'irrealtà nel passato: se + congiuntivo trapassato → condizionale composto. «Se avessi saputo, sarei venuto prima.» Ormai è chiuso, non si può cambiare. Serve quando racconti un rimpianto.

Il modo di studiarli è a coppie, non uno alla volta: se vedi «verrei», sai già che davanti ci va «se avessi». Il condizionale ti dice quale congiuntivo scegliere.

Il discorso indiretto: quello che sposta i tempi

Quando racconti quello che ha detto qualcun altro, i tempi arretrano. «Torno domani» detto ieri diventa «mi ha detto che sarebbe tornato il giorno dopo». Il futuro diventa condizionale composto: è la trasformazione che gli stranieri sbagliano più spesso, perché in molte altre lingue non funziona così.

Cambiano anche le parole del tempo e del luogo: domani diventa il giorno dopo, ieri diventa il giorno prima, qui diventa . Se la frase di partenza era al presente, nell'indiretto passa all'imperfetto: «devo tornare» → «mi ha detto che dovevo tornare».

Benché, sebbene, nonostante: attenzione

Questi tre vogliono il congiuntivo: «benché io abbia scritto». Anche se invece vuole l'indicativo: «anche se ho scritto». Significano la stessa cosa ma chiedono modi diversi, ed è una trappola classica delle prove.

Consiglio pratico per l'esame: se non sei sicuro, usa anche se. È corretto, è naturale, ed è più difficile sbagliarlo. La sicurezza vale più dell'eleganza quando si tratta di prendere punti.

Dopo questa prova

Se il tuo punteggio è sotto il 60%, non passare avanti: torna sui tre periodi ipotetici e rifai questa prova. Se invece sei sopra, vai a strutture e grammatica 3, dove si lavora su pronomi, particelle ne e ci, e sulle preposizioni.

Studiare le strutture senza libri di grammatica

Se hai poco tempo, il metodo che funziona meglio non è studiare le tabelle: è raccogliere frasi vere. Ogni volta che leggi un avviso, una lettera dell'ufficio, un messaggio del lavoro, prendi una frase intera e scrivila. Dopo un mese avrai trenta frasi che usano il congiuntivo e il periodo ipotetico nel contesto giusto — e le ricorderai perché le hai incontrate davvero, non perché le hai ripetute.

Le tabelle servono per controllare, non per imparare. È la differenza fra sapere che il congiuntivo esiste e saperlo usare sotto esame, con l'orologio che corre.

Questa è un'esercitazione in stile esame, scritta da noi. Non è una prova ufficiale e non ha valore legale. Le prove vere sono preparate dagli enti certificatori e dalle Prefetture.